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PATAFISICA di un movimento immaginario

PATAFISICA di un movimento immaginario

« La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità. »
(Alfred Jarry, Gestes & Opinions du Docteur Faustroll pataphysicien. Roman néo-scientifique, libro II Elementi di Patafisica, par. VIII: Definizione.)
Psyco Vero

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La patafisica è la scienza delle scienze, un’epistemologia antica quanto nuova che nasce dalla mente immaginata del dottor Faustroll, protagonista del romanzo neo-scientifico di Alfred Jarry.

Essa va oltre la metafisica tanto quanto la metafisica va oltre la fisica, una forma mentis che nasce in seno a quella confusionaria cultura europea che, seppur sia stata viatico di progresso e innovazione, è anche la causa di tutti i mali della nostra post-modernità frammentata, frammentaria e frammentante.

Nella mente, nel corpo e nelle società della specie umana.

Il contestualismo immaginario, in quanto movimento politico privo di riferimenti ideologici, si rifà alla scienza in qualità di strumento che, nell’essenza patafisica, è uno strumento di liberazione per lo svolgimento della funzionalità umana sul pianeta, una scienza depurata dalla creatività artistica e immaginaria di chi non pensa per  compartimenti stagni e/o che, meglio ancora, non pensa affatto: una scienza che riflette senza flettersi in contorsioni disumanizzanti, artificiose e sofistiche.

La Patafisica non pone alcun limite perchè è una scienza consapevole che nulla è impossibile, in quanto tutto il resto è possibile.

Basta soltanto definire la quantità dei passaggi logico-cognivi utili e funzionali alla realizzazione dell’obiettivo e valutare il rapporto fra tempo, risorse e vantaggio, se questo rapporto implica un buon rapporto fra sforzo, necessità e risultato vuol dire che, patafisicamente parlado, esso è realizzabile, ma solo se e soltanto se ci poni intenzione, volontà, attenzione e visualizzazione creativa: amore…amO_ore?

Il contestualismo immaginario converge con la patafisica per una moltitudine di ragioni, ma c’è un apetto molto importante in merito che ne rileva questa grande unione: razionalizzare la pazzia per far impazzire la razionalità, tutta occidentale.

Sembra uno dei soliti giochi di parole ma è proprio così: non sei fiducioso? ..non ne sei convinto? Allora vuol dire che sei un patafisico scettico che ancora non ha compreso il valore della grande Giduglia. Continuare a razionalizzare concetti, così come i rapporti, fondati sulla fiducia significa soltanto svalorizzarli, un lavoro che la matrix psico-fisico-cognitiva delle élites fa ogni giorno con i nostri sogni, quindi sei un pata-complice del sistema…non ci credi? Pata-bestia! Chiedere a Faustroll!?

[continua?…continuerà?…stay in touch!]

Péré UBU

Péré UBU

VIDEO PATAFISICO 1/2

Della Rivolta Patafisica
Fonte: LINK

All’Eccelso/a Dibattitore/rice,

con immutata stima

Quello della rivolta è concetto caro allo studioso patafisico. Non è forse lo studio del Particolare un moto di opposizione alla Legge del Generale? L’implicita marzialità di tale legge non conferisce alla rivolta i connotati dell’insubordinazione? Ed il Patafisico non auspica, forse, l’Obiezione al Rito-Scienza?

Ma attenzione!

Ove il contesto fosse eminentemente patafisico, rivoltarsi vorrebbe dire, non solo indagare l’eccezione, ma praticare l’eccezione. Eccepire, dunque, è modus rivoltandi, per quanto questa espressione possa causare ribrezzo.

Eppure, eccepire con regolarità tradisce un’altra attitudine che è propria dello Spirito di Contraddizione. Tale status poco si confà al Patafisico, poiché involuto e non in(trinsecamente)voluto come la rivolta, la quale, per essere credibile, non è sempre resa manifesta ed esplicitata ma soltanto rivolta in volta.

L’Eccepitore si preoccuperà di circostanziare, pur fatta salva la nomadologia del Barnum, per non apparire regolare oppositore, ergo Eccipiente (nel senso di “sostanza inerte”).

Ben venga, dunque, il rivolgersi rivoltosamente! Ma sia rigoroso e assuma forma di confutazione melodiosa.

Insomma, parafrasando il mai troppo compianto Alberto che soleva sostenere

Mi rivolto. Dunque siamo

diremo

Mi rivolto, dunque. Piano.

Professor Ulrico Brücke

VIDEO PATAFISICO 2/2

PATAFISICA

Fonte: LINK
La patafisica, termine coniato dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry, fu definita “la scienza delle soluzioni immaginarie e delle leggi che regolano le eccezioni”. La patafisica è la pratica delle eccezioni alle teorie e di tutti i metodi della moderna e passata scienza, spesso è espressa con un linguaggio apparentemente nonsense. La patafisica ha le sue regole che inglobano tutte le possibilità immaginifiche possibili. Negli intenti di Jarry, era una maniera personale ed anarchica per spiegare l’assurdità dell’esistenza e la sua infondabilità.

Jean Baudrillard

Jean Baudrillard

Genesi della patafisica

Il termine patafisica fu introdotto da Jarry per parodiare il proprio insegnante di fisica del liceo che, a suo dire, compendiava in se stesso «tutto quanto di grottesco c’è nell’universo». Ma il termine e l’atteggiamento intellettuale che con lui si è delineato ha avuto, soprattutto in Francia ulteriori e approfonditi sviluppi.

Jarry la espose dapprima nell’articolo Être et Vivre del 1894 e poi, in maniera più completa, in un saggio postumo dal titolo Gestes & Opinions du Docteur Faustroll pataphysicien. Roman néo-scientifique (Gesta e opinioni del Dottor Faustroll patafisico. Romanzo neo-scientifico), che vide la pubblicazione nel 1911. Secondo la definizione di Jarry, la patafisica è:

« La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità. »
(Alfred Jarry, Gestes & Opinions du Docteur Faustroll pataphysicien. Roman néo-scientifique, libro II Elementi di Patafisica, par. VIII: Definizione.)

Jarry specifica inoltre la differenza sostanziale nella grafia della filosofia proposta ‘patafisica che dividerebbe con l’apostrofo davanti il termine, una patafisica cosciente da quella incosciente. Secondo il drammaturgo, l’inventore e primo docente della filosofia sarebbe il Dottor Faustroll, un personaggio di sua invenzione, che avrebbe calcolato la superficie di Dio (che corrisponderebbe al punto tangente di zero e dell’infinito).

La patafisica, contrariamente alle altre scienze, non si occupa delle regole, ma piuttosto delle eccezioni: Jarry infatti, nel tentativo di criticare il nonsense del quotidiano, specifica di come sia sciocco decifrare in modo univoco un fenomeno quando ne esistono altre interpretazioni. Ad esempio, un orologio da polso viene solitamente ritratto come di forma tonda quando, visto lateralmente, esso non è tondo ma rettangolare e schiacciato: tramite tali esempi, Jarry conduce i principi della patafisica oltre la metafisica. La patafisica, partendo dalla fisica e passando dalla metafisica è l’ultimo anello che chiude e collega tutte le filosofie possibili. Enrico Baj descrive accuratamente la patafisica nel suo testo “Che cos’è la patafisica?”, quale scienza che si occupa in riferimento agli oggetti della loro virtualità.

Dall’11 maggio 1948 data della prima disoccultazione, esiste a Parigi, un Collegio di patafisica (il Collège de Pataphysique), avviato da alte personalità intellettuali come Raymond Queneau,da quel momento lentamente in tutto il mondo fino ad oggi sono stati avviati istituti, dipartimenti ed emanazioni varie sullo studio di questa nuova e necessaria scienza. Uno dei primi istituti italiani tra i tanti nati negli ultimi anni è L’Istituto ‘Patafisico Mediolanense, fondato nel 1963 da Enrico Baj insieme ad altre personalità artistiche e intellettuali del tempo. Oggi Esistono emanazioni del Collège francese in tutta Italia come l’Istituto ‘Patafisico Vitellianense, l’Istituto ‘Patafisico Partenopeo. Nel mondo, a Londra, nel 2000 è stato fondato l’Istituto londinese di patafisica (il London Institute of Pataphysics) e negli ultimi anni: L’istututo ‘patafisico di Santiago del Chile, L’istituto ‘patafisico di Buoenos Aires, il Decollage de ‘Pataphysique di San Paolo in Brasile.

Alcuni autori francesi si sono autodefiniti come epigoni della scuola patafisica: tra questi ci sono Boris Vian, Raymond Queneau, Jean Genet e Jean Ferry; anche molti surrealisti si sono ispirati alla sua opera. In particolare, da una “sottocommissione” del Collegio nasce, fondato dallo stesso Queneau e da François Le Lionnais, il 24 novembre 1960 l’Oulipo (Ouvroir de littérature potentielle).

Il termine patafisica compare per la prima volta nell’opera teatrale di Jarry “Ubu cornuto”, il cui protagonista è appunto Ubu re, personaggio meschino, crudele e repellente, ma viene rivelata pienamente nell’opera “Gesta e Opinioni del Dottor Faustroll, ‘Patafisico”.

Scienza cucinata a fuoco lento...

Scienza cucinata a fuoco lento...

Assiomi della patafisica

Breve esposizione degli assiomi fondamentali della patafisica:

* La patafisica non è una negazione che aspira a divenire una nuova affermazione.
* Non pretende di salvare il prossimo riformandolo.
* È didattica, ma non pedagogica.
* Ha un metodo ma non ha un fine.
* È monolitica e libertaria, ritualistica e scanzonata, profetica e anti-messianica.
* Pone sullo stesso piano di equivalenza l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo.
* Non crede nel valore assoluto delle contrapposizioni convenzionali: bello e brutto, spirito e materia, bene e male, vita e morte, bianco e nero ecc.; eppure le comprende tutte.
* Non persegue alcuna costruzione chiusa, con pretese totalitarie e definitive, bensì un continuo accrescimento, ed una continua riclassificazione, su basi logiche, dei dati forniti incessantemente dall’esperienza.
* Non contiene: alcun dogma o limitazione, intolleranza o fine ultimo o riduzionismo, né alcuna formula pretenziosamente definitiva, sintetica e globale.
* Se anche una verità unica, una verità superiore, una verità chiave esistessero, e se anche esse fossero riconducibili ad un dio, esse non potrebbero restare che indeterminate, suprema e irraggiungibile meta verso la quale si muoverebbe incessantemente – appunto, patafisicamente – una pluralità, continuamente accresciuta, risistemata e risistemabile di simboli dal significato frammentario, provvisorio, e solo parzialmente accessibile.
* Poiché non esistono differenze categoriche essenziali e definitive le categorie sono delle classificazioni artificiose che generano delle differenze convenzionali, artificiali, e niente affatto essenziali.
* Quesito della patafisica: anche se il principio di indeterminazione non fosse valido per la storia e per i fatti, esso sarebbe pur sempre valido per il modo di conoscerli e di interpretarli?

Man Ray

Man Ray

I simboli della patafisica

Nella maggior parte dei casi, l’influenza patafisica (di un evento, una rappresentazione artistica o di un’associazione tra persone) è resa manifesta attraverso riferimenti iconografici precisi. Tra i più comuni vi sono senza dubbio:

* La Giduglia (vorticosa spirale che rappresenta la pancia di Padre Ubu, detta anche Cornoventre)
* La Candela Verde
* L’Asse (il vascello utilizzato dal Dottor Faustroll)
* Padre Ubu, nelle svariate rappresentazioni grafiche dello stesso Jarry

Esiste anche un Calendario Patafisico, detto Perpetuo, che non subisce variazioni bisestili e nel quale il capodanno corrisponde all’8 settembre dell’era volgare (data di nascita di Jarry). Consta di tredici mesi chiamati così nell’ordine: Absolu, Haha, As, Sable, Decervelage, Gueules, Pédale, Clinamen, Palotin, Merdre, Gidouille, Tatane, Phalle.

Il Calendario Patafisico Perpetuo, compilato presso il Collegio Patafisco Francese (Calendrier Pataphysique Perpétuel) scandisce il tempo di tutti gli istituti, i circoli e gli ordini patafisici del mondo.

Ha ha!

Ha ha!


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